Movimento nell’architettura – moduli per facciate interattive ed adattative

L’involucro di un edificio i cui moduli si allineano l’uno all’altro, che si riparano o si sostituiscono da sé quando sono guasti. Lo si può solo sognare … o meglio: lo si poteva solo sognare. L‘Ing. Christoph Müller BSc, lettore presso l’Università Tecnica di Vienna, si è occupato proprio di questo argomento nell’ambito del suo discorso. Ha infatti sviluppato moduli robotici denominati “moduli architettonici mobili” (“bewegliche Architekturmodule” o bAm) che ha presentato alla mostra „Bewegende Architektur“ (“Architettura in movimento”), tenutasi a Vienna nel dicembre dello scorso anno.

I moduli robotici sono dotati di intelligenza artificiale, grazie alla quale possono riconoscere l’ambiente, comunicare con gli esseri umani, saldarsi a moduli analoghi adiacenti ed infine creare uno spazio interattivo.

Il particolare punto di forza di questi moduli è la reazione a circostanze mutevoli. Anche quando la struttura è esposta a forti influssi atmosferici, i singoli robot sono in grado di individuare nuove possibilità di disposizione per mezzo dei processi di divisione e di unione. Se la loro funzionalità viene ridotta, sono in grado di riconoscere autonomamente la sorgente del guasto e tentano di rigenerarsi. Se alcuni moduli sono guasti, si sganciano dalla struttura e il loro posto viene preso dai moduli adiacenti. Nasce così l’architettura adattativa, in grado di organizzarsi da sé e di apprendere. Il design dei bAm; inoltre, è talmente semplice da consentirne la riparazione, l’adattamento e l’ulteriore sviluppo anche da parte di persone non dotate di conoscenze specialistiche.

Inizialmente i moduli vengono impiegati come strutture sotto forma di involucri di edifici. Naturalmente un’aggregazione di moduli architettonici di questo tipo richiede un rivestimento esterno in grado di seguirne i movimenti. Gran parte della dissertazione è dedicata pertanto alle formazioni archetipiche di superfici modificabili. Per la prima formazione viene esaminata con esito positivo la praticabilità di cuscini riempiti d’aria (pneumatici) come modelli funzionali, dei quali sono stati creati prototipi in una variante intuitiva in scala 1:5. Il prototipo in scala 1:1 ha un diametro di 3,20 m.

I modelli funzionali e i tre prototipi in pellicola trasparente di RENOLIT, negli spessori 200 μm e 500 μm, sono stati realizzati presso experimonde | die Welt des Experiments (P. Michael Schultes, Carolin Lotz e Ilina Kokaleska).

I moduli di facciata